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Filosofia 2018-05-28T16:39:36+00:00

Filosofia
Valorizziamo l’uno e il tutto, l’individuo e l’umanità

Accoglienza, dialogo, rispetto della diversità

La nostra filosofia educativa è orientata al recupero della dignità, all’impegno civico e culturale, all’apertura sociale, al dialogo empatico, all’accoglienza dell’altro nel rispetto della diversità.
Compito principale della nostra équipe psico – educativa è formulare un progetto educativo comune per quanto riguarda i valori e la filosofia condivisa, individuale perché ogni minore è portatore di peculiari valori, storia, personalità, attitudini.

Educabilità dell’umanità e all’umanità

Il nostro processo educativo fa riferimento al concetto universalmente riconosciuto di educabilità dell’umanità e all’umanità nell’accezione Kantiana del termine: “Nell’umanità vi sono molti germi e spetta a noi svolgere proporzionalmente le nostre disposizioni naturali e dare all’umanità tutto il suo dispiegamento, affinché essa raggiunga il suo fine.” (Kant, 1803).

Nel lessico filosofico l’umanità è ciò che accentua ed esalta il valore dell’uomo e la sua dignità. L’educabilità è intesa come promozione e spinta verso il dispiegamento totale del potenziale affettivo, culturale e umano di ciascuno. Vuol dire creare un ambiente sufficientemente buono”, capace di tutelare
la sopravvivenza fisica e la fertilità psicologica del bambino.
Per questa ragione è per noi importante l’accoglienza: accogliere bene un bambino, prestargli attenzione e garantirgli solidarietà e ascolto è un buon inizio di cura.

Socialità

Accanto al concetto di educabilità troviamo il concetto di socialità. L’uomo è con qualcuno sin dalla nascita e per sopravvivere ha bisogno di essere accudito. Il pediatra Donald Winnicott, che amava le affermazioni paradossali, sosteneva:”Il bambino non esiste!”, nel senso che non esiste un bambino né alcun essere umano se non in relazione ad altri esseri umani in un determinato ambiente.
Parafrasando Winnicott possiamo affermare che ”non c’è bimbo senza mamma”, intendendo per mamma una serie di significanti materni, oltre che la madre biologica.

Un ambiente “sufficientemente buono”

Gli esseri umani sono esseri relazionali. Mettersi in relazione con i propri simili, con gli animali e con il mondo soddisfa bisogni primari e secondari.
Lo psicoterapeuta Fulvio Scaparro in un convegno ha affermato che per realizzare la propria “concezione relazionale” un ambiente sufficientemente buono deve prevedere:
disponibilità adulta; contenimento; stimolazione cognitiva e affettiva; continuità; gratuità degli affetti; presenza non intrusiva degli adulti; attendibilità e coerenza degli adulti; promozione realistica delle capacità; flessibilità degli interventi adulti; tempo e opportunità di interiorizzare comportamenti positivi; empatia, ascolto, rispetto. 

Sappiamo che trovare tutte queste caratteristiche insieme è quasi impossibile, ma è ciò a cui quotidianamente tendiamo: la cura e l’attenzione sono al centro del nostro lavoro, nonché diritti dei bambini di cui ci occupiamo.

Un silenzioso e rispettoso ritiro

Aver cura”, “mantenere”, “coltivare significa soprattutto promuovere l’autonomia e l’indipendenza, sapersi ritirare nell’ombra quando il piccolo è cresciuto e dimostra di non aver più bisogno di noi.
È nel silenzioso e rispettoso ritiro che si gioca il nostro intervento: siamo presenti e vicini finché è necessario a sconfiggere fantasmi e paure.
Quando il bambino è pronto e ad accoglierlo c’è un ambiente familiare sano, ci allontaniamo e lasciamo il piccolo alla sua famiglia, ai suoi sogni e alla sua capacità di crescere giorno dopo giorno, fino a diventare adulto.