proteggimi
dalla sapienza che non piange,
dalla filosofia che non ride
e dalla grandezza di chi non si inchina
davanti ai bambini.
 
  Kahlil Gibran  
   
       
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Per tutti i bambini la parola magica è “mamma”.
Subito dopo viene la parola “casa”.

Le due parole nell’immaginario infantile sono significanti che conducono a vicende affettive, all’area dell’accudimento, dell’abbraccio, della protezione, del grembo perduto e per sempre con nostalgia ricordato.
Se nelle braccia della mamma si genera e si culla la vita, nella casa, come in un immaginario cerchio protettivo, noi cresciamo e facciamo crescere i nostri sogni.

I bambini di cui noi ci occupiamo hanno subito il doppio scacco, non hanno avuto né la “mamma”, né la “casa”; naturalmente parliamo a livello simbolico, della mamma generatrice di simboli, di competenze-affettive specifiche, e della casa, intesa come abbraccio protettivo, o cerchio della vita. Parliamo di bambini cui è stato negato uno spazio virale di crescita, uno spazio nel quale mancava il silenzioso ascolto dei bisogni, il contenimento affettivo primario, e l’accompagnamento protettivo verso il mondo esterno.

Può il mondo risarcire questi bambini? Possono i servizi sociali, le istituzioni, la vita stessa offrire un’altra possibilità ai genitori che hanno fallito il loro compito educativo ed affettivo? Può una nuova casa, una nuova figura affettiva, un nuovo progetto educativo, ridare dignità alla famiglia e ricominciare un lento e faticoso cammino verso la sufficiente autonomia?
Nessuno lo sa! Noi operatori siamo convinti che, in famiglia o fuori dalla propria famiglia, è necessario e doveroso ridare ai bambini fiducia nelle persone e soprattutto nelle proprie, infinite risorse.

Il linguaggio dei bambini esprime l’assoluto, il definitivo, l’irreparabile, i loro termini sono perentori: “mai”, “sempre”, “mai più”, “non ce la farò mai”, “vado via per sempre”, il dolore per i bambini non ha mai fine, la sofferenza che devono sopportare ha la valenza di una catastrofe, il loro orizzonte è piccolo come loro, è fatto di “casa”, di “mamma”.
Tutto ciò ci deve far riflettere, non dobbiamo mai dimenticare il luogo, il tempo, lo spazio affettivo dal quale il bimbo arriva: in breve, la sua storia.

Dopo l’accoglienza, il primo compito dell’adulto è ricostruire la storia di ciascuno, non dimenticando che di quella storia il bambino è stato protagonista ed ha contribuito, spesso con sofferenza, ad interromperne il ciclo.
Ciò che ogni volta rinnova l’entusiasmo degli educatori e di tutti quelli che lavorano in quest’ambito, è l’impossibilità dei bambini di vivere per sempre nel rancore, nel dolore, dopo un grande dolore a volte basta un gesto a far riconquistare un sorriso, dopo un disperato pianto può nascere una risata o un abbraccio. Il dolore non riesce ad annichilire l’istinto di vita, la disperazione difficilmente si cristallizza e se ciò avviene l’intervento riparatore non può darsi per vinto.

Tutta qui, la filosofia del nostro progetto, ricostruire una “casa”, recuperando la “mamma” e ridando vigore ad un appannato codice affettivo materno, non dimenticando mai che esiste, nella vita di ciascuno, anche un “padre”, cioè la presenza del reale, della regola sociale, del limite, della sana frustrazione, del mondo vero, con il quale il bambino deve, prima possibile, ritornare a dialogare.



Il tuo 5‰ nella Dichiarazione dei Redditi quest’anno aiuterà i bambini.
Piccolo Principe Società Cooperativa Sociale ONLUS gestisce 2 case famiglia per minori: PICCOLO PRINCIPE Comunità Alloggio per bambini dai 6 ai 13 anni e IL VOLO per adolescenti dai 13 ai 18 anni.
Quest’anno chiede il tuo aiuto per progettare percorsi adeguati ai bisogni di chi, come i nostri bambini, non può crescere e costruire un dignitoso futuro
all’interno della propria famiglia.
Il 5‰ non sostituisce l’8‰ e non comporta nessun esborso per il contribuente, solo un atto di consapevole e partecipata solidarietà.

  Da soli non ce l'avremmo fatta!
Ecco chi ha creduto nel nostro progetto e ci ha sostenuto.

Dott. Alfredo Astori medico odontoiatra Focol
Dott. Carlo Campiglia Associazione Amici del Gamba onlus
Porfidio Assicurazioni New to You
Dipartimento di neuroscienze cliniche e Università Vita-Salute S. Raffaele Milano
 
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